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SALONE DEL MOBILE 2022: NOVITÀ, TENDENZE E RIFLESSIONI SUL FUTURO

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L’edizione 2022 del Salone del Mobile ha segnato il ritorno in grande stile e, soprattutto, in presenza dell’evento italiano più iconico in fatto di arredamento e design: ovviamente, non potevamo mancare.
Le ispirazioni e gli stimoli sono stati molteplici, come anche gli spunti di riflessione e le occasioni per fare interessanti ragionamenti sul presente e futuro del settore casa-arredamento: certo, il Salone fa sempre questo effetto, ma è innegabile che l’edizione a cui abbiamo appena assistito ha avuto un fascino tutto suo e ha aperto la strada a prospettive inedite.

Ecco perché ci siamo presi qualche giorno per riordinare le idee e capire che significati dare a tutto ciò che abbiamo visto al Salone. Questo articolo si pone come “rassegna” panoramica dei trend e delle ispirazioni che più ci hanno colpito; ne seguiranno altri in cui approfondiremo in modo più specifico singoli temi e spunti di riflessione. Per adesso, accompagnateci in queste considerazioni sull’edizione 2022 del Salone del Mobile.

La visione della casa data dal Salone del Mobile: un luogo continuo e interattivo, dove passato e futuro si incontrano

Prima di entrare nel dettaglio delle proposte e dei vari ambienti casalinghi, vale la pena fare un passo indietro e parlare della visione della casa e del concetto stesso di abitare che il Salone del Mobile di quest’anno ha voluto raccontarci.

Ci troviamo di fronte a un’idea di abitazione come armonia di spazi continui, integrati tra loro, interattivi e capaci di bilanciare alla perfezione funzionalità e accoglienza estetica. La tendenza al minimalismo non è più fine a se stessa, ma diventa essenzialismo nel vero senso della parola: dare priorità a ciò che davvero serve e ciò che realmente, attraverso le sue forme, volumi o caratteristiche, può facilitare lo svolgimento delle attività quotidiane.
Tutto questo senza però venire meno al piacere estetico e alla cura estrema tanto nel dettaglio, quanto nel materiale. Ecco allora che le vere protagoniste di questa edizione del Salone sono state le forme, le volumetrie, le cromie e le funzionalità dei complementi d’arredo, del tutto messe a servizio degli abitanti della casa, dell’utilità e del bello.

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Complementi d’arredo che si pongono quasi come opere d’arte all’interno degli ambienti casalinghi e che raccolgono su di sé tutta l’attenzione, rendendo più “soft” gli altri elementi di design.
Nel concreto, abbiamo assistito a proposte di ambienti capaci di dialogare tra loro, essenziali, appunto, poco carichi da un punto di vista degli ingombri e dei colori, però assolutamente accoglienti e caratterizzati da arredi ricchi di dinamismo, forme e volumi mai casuali.

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Rimanendo in tema di integrazioni, funzionalità e accoglienza, ha del tutto senso che nel Salone stia diventando sempre più importante la gestione dell’acustica casalinga: pannelli fonoassorbenti, wallpaper ed elementi divisori appositi favoriscono quiete e silenzio, beni preziosi per chi lavora da casa o abita in zone particolarmente rumorose (come i centri cittadini).

Grandissima, ormai, l’attenzione di tutto il comparto casa-arredamento per il tema della sostenibilità, esplicitata sia ovviamente nella scelta di materie prime e processi produttivi sempre più a basso impatto, sia soprattutto nella progettazione di complementi d’arredo durevoli, di facile manutenzione e che, grazie alla presenza di parti separabili, favoriscano il riuso o il riciclo dopo il loro fine vita.

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Il focus sulla sostenibilità e sulla durabilità degli arredi di design si è egregiamente concretizzato, a nostro avviso, nelle proposte di B&B Italia e nelle installazioni di Elle Decor.
B&B Italia ha rimesso mano alle sue iconiche Bambole, disegnate nel 1972 da Mario Bellini, sfruttando le nuove tecnologie produttive per rendere il prodotto disassemblabile e riciclabile dal consumatore finale, ma anche per ridurre i consumi di produzione e favorire l’uso di materiali di seconda vita. Insomma, un lavoro da manuale su come rivisitare in chiave circolare e sostenibile un oggetto iconico.

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Nella riuscitissima installazione di Elle Decor, invece, prodotti del passato, ancora attualmente in produzione, sono stati integrati in una proposta abitativa del tutto contemporanea e rivolta al futuro, creando un dialogo perfettamente armonico e godibile: a dimostrazione di come il buon design nasca per essere senza tempo e con l’obiettivo di perdurare negli anni.

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Sempre in merito alla sostenibilità, si è fatto sentire moltissimo in questa edizione del Salone un ritorno a tutto ciò che è davvero naturale e organico: sia nei materiali, con una forte presenza del legno e del marmo, sia nelle forme, estremamente morbide, sia (soprattutto) nelle palette colori ricorrenti in quasi tutte le proposte presenti. Colori naturali, mai urlati o troppo carichi, vicini alle tonalità del sottobosco, della terra, del mare e dell’atmosfera mediterranea: cromie che non stancano, non appesantiscono mai gli ambienti e mantengono un fascino inalterato nel tempo.

Nella zona living vince la convivialità e il divano, bouclé, diventa protagonista

Nel progetto abitativo sempre più continuo e integrato proposto dal Salone del Mobile, la zona living è assolutamente in prima linea. In particolare, abbiamo notato un grande ritorno dell’importanza data ai divani che, con le loro curve morbide, sinuose e piene, diventano gli assoluti protagonisti di questa area della casa.
Imprescindibile, nelle proposte di divani di quest’anno, la presenza del bouclé (un tessuto morbido e arricciato di difficile lavorazione), soprattutto in colorazioni naturali e rilassanti. Si tratta di un materiale estremamente tattile, che dona al prodotto tridimensionalità visiva e percettiva, accentuando così i volumi morbidi dei divani proposti nel ruolo di protagonisti della zona living.

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Volumi, oltretutto, che abbiamo visto molto spesso arrivare a coprire anche le gambe e i piedi dei divani stessi, sottolineando ancora di più la presenza dell’arredo.
Molto presenti e interessanti i divani curvi, come anche i bifacciali e le soluzioni componibili (queste usate soprattutto in forme irregolari e che abbraccino il soggiorno, sempre attraverso curvature): un invito alla convivialità, elemento imprescindibile in un progetto abitativo dove la zona living è il cuore pulsante della casa.

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A corredo dei voluminosi e morbidi divani in bouclé troviamo pochi ed essenziali elementi decorativi, inseriti più che altro per creare ulteriore dinamismo con colori e texture differenti da quelli del complemento d’arredo principale che li accoglie.
C’è stato anche un grande ritorno dei coffee table, soprattutto nelle loro versioni modulari, polifunzionali (eventualmente possono essere utilizzati anche come sedute) e dinamiche, cioè caratterizzate da altezze, forme e materiali eterogenei e diversi tra loro: un ottimo modo per conferire all’area living un aspetto più fluido e personalizzato.

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In alcune installazioni e proposte li abbiamo visti situati non solo davanti ai divani, ma anche lateralmente o addirittura dietro, nel caso in cui le sedute vengano collocate al centro della stanza.
Intenso, come dicevamo, lo sforzo progettuale volto alla convivialità: lo abbiamo ritrovato nel protagonismo dei divani spaziosi, nel dinamismo dei coffee table, ma anche per esempio nell’uso di pareti divisorie in vetro (ottimi, in questo senso, i lavori di Glas Italia), che scandiscono il ritmo degli ambienti della zona living, senza però interrompere la continuità e l’interazione tra aree.

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A proposito di ambienti situati in altri ambienti, abbiamo notato una tendenza a sfruttare, laddove possibile, eventuali nicchie di librerie o armadiature per creare piccole, ma assolutamente funzionali, aree studio, dotate di piani di lavoro e comode sedute: soluzioni di questo tipo le abbiamo viste nella zona living, come anche nella camera da letto, e vanno a supporto di uno stile di vita sempre più improntato allo smart working e al lavoro full remote.

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La cucina, tra innovazione, performance tecnologiche e integrazione con la zona living

In fatto di cucine, il Salone del Mobile di quest’anno ci ha messo di fronte alla concretizzazione di una tendenza che già era nell’aria da un po’ di tempo e cioè la cucina come luogo esperienziale, dove il cibo e la sua preparazione non sono solo esigenze, ma un piacere e uno stile di vita.
Ecco allora che a farla da padroni sono elettrodomestici e piani cottura dotati di performance tecnologiche sempre più innovative, specifiche e accattivanti, che assottigliano vertiginosamente la differenza tra cucine professionali e cucine casalinghe.

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Frigoriferi che potenzialmente permettono ai proprietari di coltivare piccoli orti casalinghi e forni che si sostituiscono ai microonde assicurando metodi di cottura più salutari: tutto nelle proposte di cucina che abbiamo visto al Salone sorride a chi vive con piacere, propositività e dedizione questa importante area della casa.

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Sempre per ricollegarci al concetto di continuo e interazione tra ambienti, è interessante notare la preferenza accordata dalle varie installazioni e proposte per tutte quelle strutture che rendono a scomparsa gli elementi della cucina: “invisibili” e discreti quando sono a riposo, perfettamente operativi e funzionali quando gli abitanti della casa hanno bisogno di utilizzarli. Un’ottima soluzione  per favorire l’ordine rispetto alla disomogeneità e per incentivare l’armonia in opposizione al contrasto che normalmente si può creare tra una cucina tradizionale e la zona living.

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A livello di materiali e dettagli, abbiamo notato senza dubbio una preponderanza del legno, ma anche del marmo, quest’ultimo soprattutto nelle isole, elemento sempre più presente nelle proposte di cucine contemporanee. Interessante la quasi totale assenza di maniglie (particolare che abbiamo visto scomparire non solo nelle cucine, ma anche nelle ante e armadiature presenti nel resto della casa), in favore delle aperture a gola o ad incasso.

Vale la pena dedicare una riflessione anche ai tavoli, elementi che spesso creano un intimo collegamento tra la zona living e l’area dedicata alla cucina: si è notata una minore profondità, in favore di forme rettangolari allungate o allungabili. Molto presenti anche i tavoli rotondi, eccellenti per favorire la convivialità e il dialogo durante i pasti condivisi con amici e parenti.

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Interessantissimo il ritorno delle madie, mobili d’origine rustica utilizzati anticamente per la preparazione del pane e per la conservazione di vari ingredienti, nelle cucine ovviamente ma non solo: sono state presentate al Salone del Mobile in versioni contemporanee di laccato o metallo, caratterizzate da cromie particolari e ottime per portare accento negli ambienti.
A questo proposito, vale la pena menzionare il fatto che, sebbene venga spontaneo collegare un elemento come la madia alla zona cucina, non è corretto limitarlo unicamente a quel contesto, perché alcune installazioni del Salone hanno dimostrato benissimo come le madie, se utilizzate nel modo giusto, possono creare un’ottima connessione tra l’area living e le cucine, ma anche portare originalità nelle camere da letto.

Camera da letto e bagno: dare ai singoli elementi un ruolo di grande rilievo

Il Salone del Mobile di quest’anno ha eletto a protagonisti indiscussi della camera da letto e del bagno rispettivamente le testate e i lavabi: tendenza indicativa di come durante questa edizione il vero “leading role” sia stato assunto dai singoli complementi d’arredo.
Nel caso delle testate, abbiamo potuto notare un dialogo con le forme organiche e i volumi morbidi presenti già nel resto della casa: a vincere è senza dubbio l’imbottito, ma anche il legno trova un suo posto. Imbottito che, nella maggior parte delle proposte, non si limita a contornare le dimensioni del letto, ma spazia fino ai comodini, se non fino a coprire buone porzioni delle pareti. Nel caso in cui il letto fosse collocato al centro della stanza, alla testata è attribuito l’importante compito di contenere e delimitare l’intimità del letto, creando quasi un’alcova.

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A destare grande interesse è proprio quest’ultima opzione, cioè quella del letto non situato canonicamente a ridosso delle pareti: in questo modo si ha la possibilità di giocare con una parte della camera quasi mai considerata, cioè il “dietro al letto”, dove creare angoli lettura, comodo poggia vestiti o un’accattivante cabina armadio.
Ed è proprio nel contesto delle cabine armadio che ritroviamo uno dei grandi protagonisti del Salone di quest’anno e cioè il vetro, fumè o trasparente, che accostato al legno e al metallo creano un piacevolissimo effetto boutique.

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Per quanto riguarda il bagno e le camere da bagno, invece, a catturare l’attenzione sono i lavabi, spesso proposti in freestanding, arricchiti tanto da forme inusuali e sofisticate, quanto da palette colori inattese. Attenzione, però: si tratta di colori senza dubbio diversi rispetto a quelli che tradizionalmente ci si aspetterebbe di trovare in un bagno, ma comunque parliamo di cromie naturali e non eccessive. Cromie che nel resto dell’ambiente bagno rimangono neutre e non sovraccariche, sia nei sanitari sia nelle piastrelle e ceramiche, o eventualmente in accordo con la colorazione particolare scelta per il lavabo.

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L’illuminazione: lampade come opere d’arte da un lato e come sistemi integrati e innovativi dall’altro

Nel discorso già fatto sull’importanza che hanno avuto forme e volumi durante questo Salone del Mobile, non possono certo mancare le lampade, vissute anch’esse come protagoniste degli ambienti.
Nel contesto del Fuori Salone, Flos ha celebrato i suoi 60 anni di attività con la mostra celebrativa See the Stars Again, con l’allestimento di Calvi Brambilla, festeggiando anche la sua iconica Arco, disegnata nel 1962 Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Quale occasione migliore per ricordarci di come le lampade siano gli oggetti di design che più di tutti racchiudono un prezioso e delicato equilibrio tra bellezza e funzionalità?

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Tenendo conto, inoltre, anche di come i nuovi prodotti proposti da Flos rientrino perfettamente in un’ottica circolare di riciclo e sostenibilità, con ampie possibilità di disassemblaggio, riuso e facile sostituzione delle singole parti in caso di manutenzione: ottimo esempio di come le aziende possono svolgere sempre di più un lavoro ricco e strutturato in fatto di ricerca tecnologica, estetica e produttiva.

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Tenendo conto, inoltre, anche di come i nuovi prodotti proposti da Flos rientrino perfettamente in un’ottica circolare di riciclo e sostenibilità, con ampie possibilità di disassemblaggio, riuso e facile sostituzione delle singole parti in caso di manutenzione: ottimo esempio di come le aziende possono svolgere sempre di più un lavoro ricco e strutturato in fatto di ricerca tecnologica, estetica e produttiva.

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E non sono certo solo le ispirazioni di Flos a ribadire, nel contesto del Salone, come le lampade, siano esse da sospensione, da terra o da tavolo, possano collocarsi nelle nostre case come vere e proprie opere d’arte caratterizzate da forme e volumi inimitabili.
A livello di funzionalità e innovazione, abbiamo notato la presenza di molte proposte sul tema binari e sistemi integrati di luci, che consentono una maggiore flessibilità e personalizzazione dell’illuminazione stessa, ma anche di ricreare sul soffitto interessanti e accattivanti mappe geometriche che vanno a ricalcare i volumi e le forme dei complementi d’arredo che danno ritmo alla casa.

Il Salone del Mobile apre la strada a un nuovo concetto di casa, ma anche a una nuova idea di arredo

Chiudiamo questa panoramica su ciò che più ci ha colpito del Salone del Mobile riprendendo i concetti già visti nell’introduzione, ma che per noi sono davvero fondamentali.
Il Salone del Mobile ci racconta di una casa dove gli spazi, essenziali ma accoglienti, sono sempre più integrati, interattivi, funzionali e propensi a un dialogo fra loro. Tutto questo reso possibile sì da un’attenta progettazione delle aree casalinghe, ma anche da complementi d’arredo capaci di essere di nuovo protagonisti.

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Torna ad avere rilievo, insomma, il vero lavoro sull’arredo, sulle sue forme, sui suoi volumi, sui suoi colori, sulle sue funzionalità e sulla sua capacità di resistere al tempo e di essere quanto più durevole e sostenibile possibile.
In un’ottica di spazi casalinghi sempre più dialoganti e interconnessi, costellati da pochi, ma sensati, funzionali ed esteticamente ineccepibili complementi d’arredo, realizzati con tecnologie, materiali e potenzialità di performance sempre più sofisticati, ma anche rivolti alla durabilità e alla sostenibilità, diventa evidente il ruolo degli interior designer.

Lo scopo di figure come la nostra è di avere una vera e propria visione d’insieme che dia equilibrio e senso a tutti gli elementi sopra citati, aiutando i clienti non solo a immaginare spazi rivolti al futuro, ma anche a gestire in modo intelligente le spese d’arredamento e progettazione, ottimizzando gli investimenti su scelte e oggetti adatti alle loro vere necessità. Insomma, spendere il giusto, per avere il meglio.

Inizia il tuo nuovo progetto con noi.

Ph. Moodcreativo

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Siamo Francesca Guzzo e Tiberio Rizzotto,
Il nostro stile progettuale  è rivolto a chi desidera vivere una vita all’insegna della bellezza, dell’eleganza e della qualità. La qualità rispetto alla quantità. Uno stile di vita all’insegna del comfort e dell’armonia, dove gli elementi sono posizionati con cura. La scelta dei materiali e dei colori sono mirati a durare nel tempo, un’alternanza di trame e nuance che creano la giusta dinamicità all’ambiente. Un ambiente semplice nelle sue forme, pochi elementi ma di notevole qualità stilistica ed estetica, ambienti luminosi che creano la giusta atmosfera per ogni momento della giornata.

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