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SOSTENIBILITÀ E DESIGN: TRA CERTIFICAZIONI, ECONOMIA CIRCOLARE E GREENWASHING

Oggi i prodotti che scegliamo di acquistare non sono più solo “meri” oggetti, ma dicono qualcosa di noi, della nostra personalità e del nostro modo di posizionarci all’interno della società.
Ecco allora che diventa importante, se abbiamo a cuore determinate tematiche sociali, come la salvaguardia delle risorse ambientali e della salute del pianeta, interfacciarsi con brand che sposino appieno l’eco-sostenibilità e propongano prodotti realizzati con uno spirito green.

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Questa esigenza diventa ancora più urgente quando gli oggetti in questione sono i complementi d’arredo con cui doniamo carattere e personalità alle nostre case: non solo per un discorso di coerenza sociale, ma anche per un tema di sicurezza, salute e durabilità.

Inoltre, per i consumatori attuali introdurre nella propria abitazione un oggetto di arredamento diventa un’occasione per armonizzare gli spazi casalinghi con il proprio sentire e per concretizzare una visione della realtà: più la sostenibilità è rilevante per le persone, più è naturale il desiderio di vivere in ambienti che siano eco-friendly e green.

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Che cosa rende sostenibile un oggetto di design e arredo?

Un oggetto di design dovrebbe essere intrinsecamente sostenibile, per il semplice fatto di essere “di design”. Cosa significa? Significa che il design è, per sua natura, votato all’eco-sostenibilità dei prodotti realizzati.
Lo ribadisce anche
Dieter Rams, iconico designer della Braun, nei suoi “10 princìpi del buon design”. Il penultimo principio è il seguente: “Il buon design si preoccupa dell’ambiente”, mettendo l’accento sull’importanza delle risorse con cui gli oggetti vengono realizzati, ma anche sull’ecologia dei pack e delle confezioni in cui sono contenuti.

 

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L’ultimo principio recita: “il buon design è meno design possibile”, aprendo un’interessante riflessione su quanto, nel contesto del design (ma non solo), meno sia sempre meglio, in termini tanto di forme quanto di risorse e materiali utilizzati.
Fondamentale anche il settimo principio, che dice “il buon design è duraturo”. Se è vero che Rams in questo caso si riferiva prevalentemente al discorso delle mode e dell’estetica senza tempo del vero design, non è certo sbagliato pensare che la “durabilità” da lui ipotizzata riguardasse anche la possibilità di introdurre nelle proprie abitazioni oggetti di design e di arredamento destinati a perdurare negli anni e ad abbattere sensibilmente inutili sprechi economici e produttivi.

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Concretamente, oggi gli accessori design e i complementi d’arredo che desiderano porsi come sostenibili e a basso impatto ambientale devono rispettare determinati criteri, sia per quanto riguarda la scelta dei materiali, sia nei processi produttivi.

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Per esempio, possiamo considerare davvero sostenibile e green un prodotto di design se è:

 

  • “all-natural (naturale al 100%)”: quindi realizzato con materiali sicuri, naturali e privi di sostanze chimiche velenose o tossiche;

 

  • realizzato con materiali riciclati: qualsiasi prodotto d’arredamento con questa etichetta deve indicare la percentuale esatta di contenuto riciclato. Dovrebbe anche specificare la percentuale post-consumo o pre-consumo (post-industriale) del contenuto riciclato;

 

  • realizzato nel rispetto dell’ambiente: in questo caso, saranno le certificazioni (di cui parleremo più avanti), i dati e casi studio a supporto di questa affermazione a rassicurarci sulla bontà della produzione;

 

  • realizzato nel rispetto delle culture”: non è solo il basso impatto ambientale a rendere un prodotto d’arredamento sostenibile ed eco-friendly, ma c’è da tenere in considerazione anche il modo in cui i lavoratori sono compensati e come vengono trattate le popolazioni o comunità di persone geograficamente vicine ai luoghi estrattivi o produttivi del brand;

 

  • realizzato a impatto zero: anche qui, la veridicità di questo parametro va sostenuta con le giuste certificazioni.Nel successivo paragrafo ci concentreremo proprio sulle certificazioni da tenere sott’occhio quando si è alla ricerca di prodotti di design e di arredamento che siano davvero sostenibili ed eco-friendly.
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Le certificazioni green ed eco-sostenibili dei brand di design e arredamento

Le certificazioni sono, come afferma il portale GreenAdvisor (che si occupa proprio di fare chiarezza sul tema della sostenibilità ambientale nel settore dell’edilizia e dell’arredo), “l’opposto del greenwashing” (di cui parleremo meglio più avanti), perché mettono nero su bianco ciò che altrove è semplicemente auto-dichiarato.
Ecco le principali certificazioni di settore, per quanto riguarda l’arredamento eco-sostenibile e a basso impatto ambientale:

 

  • GREENGUARD: fornisce la garanzia che i prodotti progettati per l’uso interno (per esempio in casa) non siano responsabili di emissioni chimiche in grado di compromettere la qualità dell’aria.

 

  • FSC: identifica i prodotti realizzati con legname proveniente da foreste gestite rigorosamente in maniera responsabile, rispettosa e corretta.

 

  • PEFC: fornisce ai consumatori la garanzia che i prodotti provengano da imprese ed enti che seguono una gestione forestale molto attenta a questioni ambientali, economiche e sociali.

 

  • EPD: una certificazione volontaria che evidenzia le prestazioni ambientali dei prodotti e dei processi produttivi con lo scopo di migliorarne la sostenibilità.

 

  • ECOLABEL: è il marchio dell’Unione Europea in fatto di qualità ecologica. Contrassegna i prodotti che uniscono a un elevato standard prestazionale un impatto ambientale ridotto.

 

  • LEED: è l’acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design ed è la certificazione più importante e diffusa a livello globale nel settore dell’edilizia sostenibile ed eco-friendly.

 

  • CARBONFOOTPRINT: monitora l’impatto delle attività sull’ambiente in termini di CO2 prodotta.

 

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Per essere certi che i brand con cui vogliamo interfacciarci per l’acquisto di prodotti d’arredamento e design abbiano ricevuto le certificazioni più importanti in fatto di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, molto spesso è sufficiente visitare i loro siti web e cercare una sezione dedicata appositamente alle politiche green dell’azienda.

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Valcucine, per esempio, esibisce con trasparenza le sue certificazioni ambientali, come anche Roda, specializzato in mobili e complementi d’arredo per esterni, o Molteni, che entra anche nel dettaglio della filosofia del marchio in merito a importanti temi quali la durabilità dei prodotti, il legame tra progresso tecnologico e rispetto delle risorse naturali, e l’economia circolare.

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L’ importanza dell’economia circolare nel discorso della sostenibilità del design

La definizione di economia circolare prevede il mantenimento in uso delle risorse il più a lungo possibile, estraendo da esse il massimo valore, per poi recuperare, rinnovare e riutilizzare i prodotti e le loro componenti quando non sono più utilizzabili.

L’economia circolare sostituisce un modello economico lineare basato sullo spreco con un modello a circuito chiuso che riduce al minimo sprechi, emissioni e inquinamento. Gli obiettivi dell’economia circolare includono la riduzione dell’uso di risorse non rinnovabili, la riduzione delle emissioni e la creazione di una crescita sostenibile.

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Ma cosa c’entrano l’arredamento e il design con l’economia circolare? Fondamentalmente, tutto: come dicevamo, il design si caratterizza per il fatto di essere il punto di partenza della filiera produttiva di un oggetto d’arredo.
Grazie all’economia circolare, è possibile rendere mobili, accessori e prodotti di design per la casa sostenibili, durevoli e riutilizzabili, evitando così la generazione di inutili rifiuti inquinanti e promuovendo al contempo valori di responsabilità sociale e ambientale.

Produrre arredo di design tenendo in considerazione i princìpi dell’economia circolare significa porre una grande importanza non solo alla sostenibilità del processo ideativo e costruttivo dell’oggetto, ma soprattutto alla vita di quello stesso prodotto nel contesto abitativo in cui verrà inserito. La sua manutenzione è facile e chiara per il consumatore? Nel caso in cui le componenti di quell’oggetto di rompessero, sarà possibile per i proprietari ripararle in modo semplice e accessibile? Quando quel prodotto d’arredo arriverà alla fine della sua vita, potrà essere riutilizzato o quantomeno riciclato? Per un brand di complementi d’arredo sostenibili è davvero importante dare una risposta a queste domande e aiutare i consumatori a prendersi cura della durabilità dei prodotti che acquistano.

Il greenwashing nel design: cos’è e come “proteggersi”

L’ambientalista Jay Westerveld coniò il termine “greenwashing” nel 1986, in un saggio ispirato all’ironia del movimento “salva l’asciugamano” negli hotel, che ebbe uno scarsissimo impatto ambientale e, semplicemente, generò un risparmio nei costi della biancheria.
In generale, il greenwashing si riferisce al processo applicato da un’azienda che si dichiara eco-compatibile e green senza però poterlo dimostrare o, addirittura, mettendo in pratica nel “dietro le quinte” comportamenti che sono tutto fuorché ecologici.

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Questo atteggiamento interessa tutti i settori merceologici, dal food & beverage alla cosmesi, dai trasporti alla moda, dall’energia al settore dell’arredamento, per l’appunto.
Parole chiave come “eco-friendly”, “green”, “sostenibile” e “riciclato” sono sempre più usate e inserite all’interno di strategie marketing realizzate per incontrare la sensibilità dei consumatori contemporanei, che stanno cercando di rendere i propri acquisti progressivamente più intelligenti, eco-sostenibili e di basso impatto nei confronti dell’ambiente.

Per avere la certezza di acquistare prodotti d’arredo realizzati e concepiti in modo davvero sostenibile, è importante prestare attenzione ai dettagli e porre le giuste domande.

Con che materiali è stato realizzato il prodotto?
Proprio come quando leggiamo gli ingredienti sul retro delle etichette al supermercato, cerchiamo di porre la stessa attenzione durante gli acquisti di oggetti di design o di arredo.

Da dove vengono i materiali?
I mobili per la casa sono prodotti da una combinazione di materiali come legno, tessuti, alluminio, acciaio, ceramica, vetro e plastiche di vario tipo: per levarsi ogni dubbio sulla provenienza di queste materie, è importante porre ai produttori le giuste domande e utilizzare le schede prodotto o le etichette per saperne di più.

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Dove viene fabbricato il prodotto d’arredamento?
Dai divani alla biancheria da letto, dalle cucine ai mobili, su tutti i prodotti è apposta un’etichetta di produzione che identifica il luogo in cui è stato realizzato l’oggetto. L’Europa ha in genere standard di regolamentazione più elevati per l’approvvigionamento sostenibile rispetto agli Stati Uniti e i paesi asiatici di solito hanno standard più bassi o non regolamentati.

Che fine farà il prodotto d’arredamento, quando sarà troppo usurato?
I brand d’arredamento che si impegnano davvero sul fronte della sostenibilità trasmettono ai consumatori informazioni molto chiare e trasparenti in merito alla durabilità del prodotto nel tempo, alla sua riciclabilità e alla possibilità di allungarne il ciclo vitale attraverso un progetto virtuoso della già citata economia circolare.

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Il ruolo dell’interior designer nella promozione di un arredamento sostenibile 

Al netto dell’impegno che anche i consumatori possono porre nella selezione di prodotti di design e arredo che siano effettivamente sostenibili ed eco-friendly, l’occhio esterno, professionale, preparato e competente di una figura come l’interior designer può fornire grande aiuto in questo senso, supportando i clienti nella selezione di complementi d’arredo durabili e sostenibili, provenienti da produttori con una comprovata attenzione per il tema dell’ambiente.

Ph. Pinterest

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Siamo Francesca Guzzo e Tiberio Rizzotto,
Ci piace realizzare case consone alla vita odierna, lo facciamo in maniera sartoriale con un tocco di eleganza e ricercatezza. La nostra è una costante ricerca della qualità, intesa come cura del dettaglio e selezione dei collaboratori più qualificati. Stile e creatività si fondono insieme portando valori forti all’interno del nostro studio, gli stessi che ricerchiamo nei nostri collaboratori e nei nostri clienti. Lo stile è sinonimo di buone maniere, parole gentili, nell’arredo è fare scelte di qualità, collaborare con persone preparate e dall’alto spirito etico. La creatività è la nostra firma. Per noi è sorprendere trasformando un determinato spazio in uno decisamente più consono alle esigenze di chi lo vive.

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