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TOTAL WHITE
La scelta del bianco come segno distintivo per la casa.

“Perché il bianco non deve essere considerato un colore? È come il silenzio in musica,
è anche esso un tempo musicale.”

(Jean-Jacques Schuhl)

Total white, la scelta del bianco è la prima opzione di molti quando si tratta di scegliere i colori di casa, ma più che una scelta vera e propria spesso è una mancanza di decisione o paura di sbagliare.

Scegliere il colore bianco, come colore dominante della propria casa, è un segno distintivo per regalare leggerezza e luminosità agli ambienti.

Sicuramente non è un colore per tutti, il bianco bisogna sentirselo dentro, spoglia di tutte le maschere. Sinonimo di classicità, associato a valori come la purezza e l’incorruttibilità.

Abbiamo visto case bianche così asettiche da farti venir voglia di uscire subito e altre decisamente accoglienti.
Eppure bianche entrambe… allora qual è la differenza?
Come sempre la risposta non risiede in un’unica motivazione ma in più riflessioni che coesistono.

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Ostinarsi a dare inclinazioni progettuali usando “bianco” per indicare tutti i bianchi è molto limitante e anche dannoso per il risultato finale.

Il colore bianco è stato denominato in vari modi, spesso con nomenclature derivanti dalla materia presente nei pigmenti come il “bianco marmo” ricordando il marmo di Carrara o il marmo di Cenocco.
Altri nomi più generici per assonanza a prodotti visti e consumati come “bianco latte”, “bianco avorio”, “bianco perla”, “bianco burro”, “bianco sporco” (sporco di cosa mi verrebbe da chiedere?!), ecc.

Quest’ultimi sono naming di abbinamenti creativi basati su una personale percezione del colore, non per tutti la medesima.
Prendendo in esempio il “bianco burro”, non tutti i burri sono uguali, alcuni più intensi di giallo altri più pastorizzati e quindi quella punta di giallo che sporca il bianco fa la differenza nella scelta finale.

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Oggi in ambito edilizio, abbiamo a disposizione svarianti cartelle colori associati a nomi che variano da azienda ad azienda.

Noi di Moodcreativo abbiamo fatto una scelta diversa in modo da utilizzare il colore come un vero e proprio strumento di design.
Progettiamo con strumenti universali come il sistema NCS, che non utilizza naming ma una rappresentazione grafica e un codice alfanumerico che identifica le caratteristiche del colore stesso.

È un linguaggio internazionale per la comunicazione del colore, chiaro e preciso sia con le aziende di vernici che con gli addetti ai lavori.

Progettare gli interni con il bianco come colore dominante è un tema molto delicato, se non si prestano le giuste attenzioni si rischia di avere un risultato lontano da quello che si può trovare sulle riviste.
I bianchi, come i neri e i grigi, possono essere cromatici e acromatici (con tinta o senza tinta).

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Ipotizziamo voler usare il bianco sulle pareti del soggiorno di una villetta immersa nel verde e con grandi finestre.
La prima considerazione che dovrò fare sarà la quantità di luce che entra dalle finestre e il contesto con il quale dovrò rapportarmi, in questo caso decisamente caratterizzante.

La scelta del bianco dunque verrà studiata in base a queste caratteristiche, per evitare una percezione alterata del colore stesso, ne sceglierò uno con una punta di verde al suo interno in modo da percepirlo effettivamente bianco.

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Ciò che vediamo come bianco è una superficie che emette una certa quantità di luce ricevuta, il bianco assoluto è solo teorico poiché percepibile solamente in piena luce.
Un bianco assoluto, tra l’altro è abbagliante (pensa alla luce riflessa sulla neve, difficile da potere guardare costantemente), e stressante a livello neurologico, quindi non adatto al sistema biologico dell’essere umano.

Pensa alla scena di “2001 Odissea nello spazio”, dove il colore dominante è un bianco puro esaltato dalla luce diffusa, che tra l’altro, avendo una temperatura di calore bassa, ne esalta l’austerità.
Nella scena il locale risulta asettico, distaccato, e, alla lunga, stanca gli occhi.
Pensare di utilizzare un bianco simile per gli interni di casa rende gli ambienti piatti e lontani da quel bisogno di equilibrio psicofisico che andiamo cercando.

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Il bianco esalta il senso dello spazio come nessun altro colore, illumina ogni area in cui viene utilizzato e fa riflettere la luce senza trattenerla troppo.
Tuttavia proprio per questa sua qualità si rischia di ottenere un ambiente freddo e asettico se non si contrasta con nuance più calde.

C’è bisogno di ambienti con presenza di contrasti, gradienti e differenze.

Nel design le palette del bianco e del “bianco sporco” sono da tempo associate all’eleganza e all’estetica di alto livello.

Le diverse superfici e finiture rivelano infinite varietà di tono. Perciò gli schemi colore basati sui bianchi richiedono lo stesso impegno di uno spazio dalle tinte vivaci.
Se poi inseriamo decorazioni e pattern inattese nei dettagli della casa, possiamo osservare come i bianchi prendano un aspetto decisamente lontano dal monotono.

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Bianco sporco sulle pareti, nuance più chiare per il parquet, stucchi e boiserie bianco puro. Soluzione che mette in risalto i dettagli decorativi.
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Superfici lisce e opache, colori dalle nuance simili alternate per creare dinamicità.

Gli interni in bianco acquisiscono un tocco di comfort con l’aggiunta di materiali e colori dai toni naturali.

Spesso il bianco deve essere attenuato, diventa invitante se abbinato a toni caldi di marrone presenti nei legni.

L’accoppiata marrone-bianco è un’alternativa molto piacevole ed elegante al bianco e nero, anzi, decisamente più confortevole rispetto a quest’ultimo binomio che spesso risulta freddo e distaccato

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Bianco asettico uguale su più superfici. Appiattisce l’ambiente. Non ci sono gradienti tra il bianco e il nero, troppo distacco che crea sospensione.

marroniinvece, sono un piacevole contrasto.
Toni di caffè, pepe in grani o cioccolato possono essere utilizzati nell’intero schema, dai pavimenti in legno scuro agli intagli dei mobili antichi.
Materie prime come il legno, il vimini, il cuoio e la pietra hanno tutte una colorazione terrosa che nel tempo non stanca mai.

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Bianco leggermente giallastro, componente presente nel legno. La quantità di marrone è distribuita in maniera equilibrata.
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Sala da pranzo con bianco dominante e parquet in rovere. Il colore del pavimento rafforza il bianco dominante.

Altri marroni dai toni morbidi e burrosi dei biscotti, del caramello, sabbia e corda hanno un’impronta dorata.
Abbracciano l’ambiente come la luce del sole che filtra attraverso la finestra e scalda le pareti bianche.

Questi sono colori che se trasferiti su materie luminose come ottoni e ori, donano preziosità alle stanze.

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Marroni dai toni caldi per il corridoio con il bianco dominante.
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Sala da pranzo con bianco dominante e toni di caramello per il legno del tavolo, più rosati alle pareti in pietra naturale.

I muri bianchi tinti di un color latte non stancherebbero mai.
Questa nuance, intramontabile, rimane sempre interessante e moderna indipendentemente dalle tendenze e dalla moda.

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Color bianco latte come mood della zona giorno. Confortevole e sempre attuale.
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Pareti color latte mettono in risalto gli elementi decorativi. La ricchezza del colore e dei dettagli sono messi in risalto dai riflessi dello specchio e dalla scelta del velluto per il divano con nuance leggermente più fredde.

bianchi gessosi tendenti al grigio suggeriscono qualcosa di trascorso, passato, malinconico ma anche riflessivo e silenzioso.

Anche in questo caso, contrariamente a quello che dicono molti, suggerirei di inserire tonalità calde, magari con delle punte di rosso, e oggetti luminosi per contrastare la staticità dell’effetto gesso.
Oppure lavorerei sulla consistenza dei materiali e sulla contrapposizione tra volumi pieni e altri più leggeri come le tende.

Sono poche le occasioni nelle quali suggerirei accostamenti con verdi e azzurri, forse in qualche casa al mare dove all’interno prevale la pietra naturale.

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Bianco grigio per tutta la zona giorno, superfici opache e lisce per armadi e pareti. Tavolo in marmo, pavimento effetto ruvido, leggerezza per le tende divisorie.

A proposito di luoghi, il bianco è un colore che va scelto anche in riferimento al luogo in cui ci si trova.
Difficilmente se abitate in montagna opterete per questo colore, a meno che non siate attorniati da legno che ne attutisce l’aspetto freddo del colore.

Attenzione alla scelta dei materiali e alle linee degli arredi.
Questo colore dominante necessita di volumi diversi, linee curve e morbide.
Se optate per una linearità estrema rischiate di rendere tutto l’ambiente eccessivamente rigoroso.

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Lo stesso medesimo colore si esprime in maniera differente a seconda del materiale su cui si trova.

Utilizzare un’alternanza di superfici opache e lucide, e materiali contrastanti, ad esempio i tessuti naturali che assorbono la luce e creano piccoli giochi di ombre interessanti, rendono gli ambienti avvolgenti.

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L’illuminazione, fondamentale per la resa finale di tutti i progetti d’interni, ottenere una casa ben illuminata, in particolar modo quando si tratta del colore bianco.

La luce bianca non è un elemento primario in natura ma composta da una pluralità di colori, e questo apre la strada a due concetti base per la progettazione illuminotecnica: la temperatura di colore e l’indice di resa cromatica.

In ambienti così chiari la luce non ha solo una funzione pratica ma anche un ruolo nel disegnare volumi e ombre che aiutano a creare un ambiente armonioso.

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Luce indiretta dalle tonalità calde in cucina.

Qui l’attenzione è come posizionare le luci per creare quella dinamicità di forme che cerchiamo, in relazione allo spazio, alle superfici dei materiali e all’arredo che inseriremo.

Meglio creare una gerarchia di luci, come sempre per creare la giusta atmosfera man mano che ci avviciniamo all’assenza di luce naturale.
Nel caso di pareti bianche bisogna stare attenti a non eccedere con la luce diffusa, evitare di dare alla propria casa quell’effetto showroom o ufficio anni ’80 che stanca gli occhi molto facilmente.

Facciamo scelte dove la temperatura di luce sarà fondamentalmente calda e possibilmente con un’illuminazione indiretta, decisamente più suggestiva.

Ricordati che non esiste colore senza luce, quando si parla di colore è inevitabile parlare anche di luce.

Ph. Pinterest

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