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DESIGN E CINEMA

Guardare un film con occhio attento al design

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Un film ti rimane in testa per diversi motivi…la bravura dell’attore, le emozioni della musica in sottofondo, le inquadrature, la sceneggiatura scritta e la scenografia con tutti i suoi dettagli…

Per realizzare una scenografia si parte ovviamente dalla sceneggiatura e dalla visione che ha il regista delle scene principali.

Insieme al regista lo scenografo sceglie il taglio della scenografia e realizza alcuni bozzetti che diano l’idea di come si vuol rappresentare il racconto scritto.
Oggi queste prime fasi sono arricchite da strumenti che ti permettono di avere una visione molto realistica del risultato finale.
Una notevole importanza è data anche al passaggio tra una scena e l’altra e come viene percepito.

Gli elementi della scenografia sono il paesaggio, le strutture architettoniche, l’arredamento e gli oggetti in scena (di cui fanno parte anche i mezzi).

Gli oggetti non sono solo arredo, ma aiutano a ricreare una determinata atmosfera, il sapore di un’epoca e lo stato sociale che accompagna il racconto.
Gli oggetti in scena sottolineano e rafforzano lo stile che si vuol dare, rendono l’ambiente inconsciamente più famigliare soprattutto quando si tratta di oggetti di design ben noti al pubblico.

Al di là della trama, noi personalmente, rimaniamo spesso catturati dalle scenografie, alcune veramente di grande input.
Ci diverte, poi, cogliere i dettagli più nascosti e individuare pezzi di design!

Di seguito un elenco di film che abbiamo visto, presenti nella scenografia alcuni oggetti di design “attori” della scena.

LAMPADA ARCO – FILM “IRON MAN”

Partiamo subito con uno dei personaggi Marvel più noti, Iron Man e il soggiorno di Tony Stark.
Nella scena si vede la la lampada Arco di Castiglioni per Flos del 1962, perfettamente integrata. Una casa lussuosa, con una vista sull’Oceano che incanta e uno stile d’arredo degli anni ’70.
Tra l’altro la casa in sé è stata ricreata con un modello in 3d, scegliendo di posizionarla sulla costiera in post-produzione, ispirata alle realizzazioni dell’architetto americano John Lautner (figura importante dell’architettura organica-sperimentale del secondo dopoguerra).

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SEDUTA BARCELONA – FILM “CASINO’ ROYALE”

Nei film di 007 ci sono spesso elementi di design che prendono parte alle scene, tra i tanti ricordiamo una scena di Casinò Royale dove si vede la poltrona Barcelona firmata Mies Van Der Rohe datata 1929.

Mies progetta la poltrona per il salotto di casa Tugendhat a Brno (la più famosa architettura da lui realizzata in Europa), adotta da subito un’inedita struttura elastica in piatto d’acciaio a forte spessore.

La prima versione della Barcelona, con piatto d’acciaio, fasce di sostegno e cuscini trapuntati in pelle, prevedeva che i traversi del telaio fossero avvitati ai due elementi principali di sostegno.

Quando Knoll rimise in produzione la sedia procedette ad alcune modifiche: prima semplificò il telaio poi, dietro indicazione di Mies, sostituì le fasce di pelle che sostenevano i cuscini con elementi elastici.

Dietro all’aspetto moderno della sua lucida struttura si nasconde un preciso lavoro manuale e un esperto saldatore capace di realizzare il perfetto incrocio delle due fasce d’acciaio che formano la struttura delle gambe.

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POLTRONA UP E POLTRONA RIBBON – FILM “UNA CASCATA DI DIAMANTI”

Se si parla di 007 non si può non ricordare questo film, qui 007 è interpretato da Sean Connery che tra l’altro ha vestito i panni di James Bond per ben sei volte, secondo a Roger Moore.

Il design d’interni, soprattutto negli anni 60′ e 70′ (il periodo in cui 007 era interpretato dai due attori sopra citati) hanno contribuito in maniera determinante al successo della serie e allo stile che caratterizza i film con James Bond.

Un’estetica d’avanguardia, un modello di tendenze di interior design che sarebbe arrivato dopo.

In questa scena si vede la poltrona Up firmata da Gaetano Pesce per B&b Italia nel 1969 e la poltrona Ribbon di Pierre Paulin per Artifort nel 1965.

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LAMPADA DA TAVOLO PH 3/2 – FILM “THE SILENT MAN”

Il film si basa sulla storia di Mark Felt (interpretato da uno dei miei attori preferiti Liam Neeson) vicedirettore dell’FBI divenuto noto come “gola profonda”.
Il nome è dato dal fatto che passò informazioni riservate ad alcuni giornalisti dando via allo scandalo politico watergate.

In molte scene, e addirittura nella locandina, si vede bene la lampada da tavolo PH 3/2 di Poul Henningsen per Louis Poulsen (collaborazione che durò tutta la sua vita).

Fu progettata secondo il principio dei tre schermi riflettenti che dirigono la maggior parte della luce verso il basso.
Gli schermi sono realizzati in vetro opalino soffiato a tre strati, lucido nella parte superiore e sabbiato opaco nella parte inferiore in modo tale da distribuire una luce morbida e diffusa.

Questa lampada fa parte della famiglia a 3 schermi che oggi comprende 30 lampade tra cui lampade da tavolo, da terra e da parete, oltre a diversi lampadari, popolari negli anni ‘30, per illuminare le abitazioni private dotate di soffitti alti.
Furono scelte da molti architetti moderni e per progetti importanti tra cui Mies Van Der Rohe per Villa Tugendhat, ma acquistarono anche i favori del pubblico fino a diventare un vero classico del design scandinavo contemporaneo.

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HARRY BERTOIA – FILM “IL DIAVOLO VESTE PRADA”

Nella scena si vede una splendida Anne Hathaway che interpreta il ruolo di Andy, una stagista determinata, assistente della tirannica direttrice di una rivista di moda interpretata da Meryl Streep.

Nel salottino dell’ufficio, in primo piano, la poltrona Harry Bertoia per Knoll del 1952 completamente rivestita in tessuto color rosso paprica.

Bertoia (la poltrona porta il nome del suo designer) fu non solo designer ma anche scultore, tant’è che la poltrona è il risultato di un approfondito studio dello spazio, della forma e solo dopo della funzione.

Ha trasformato un materiale tipicamente industriale, le vergelle (tondino di ferro o acciaio di circa 5 mm di diametro che rappresenta il semi lavorato di partenza per produrre chiodi e fili), in un’icona di design.

La copertura si fissa direttamente al telaio con monofilamento nascosto e ganci in metallo.

La collezione Bertoia è tra le più riconosciute nel design moderno della metà del secolo passato.

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LAMPADA SEMI PENDANT – FILM “PERFETTI SCONOSCIUTI”

Uno dei film italiani che più ci è piaciuto. Praticamente tutto incentrato a casa di una delle sei coppie presenti, durante una cena tra amici.
Qui, la padrona di casa propone un esperimento, mettere i cellulari sul tavolo e rendere pubblico ogni messaggio o telefonata ricevuti nell’arco della serata.

Immaginatevi voi cosa ne può venire fuori!!

Nella scena, nonostante i vari personaggi, spiccano con il loro luccichio le lampade Semi pendant progettate da Bonderup & Thorup nel 1968.

È una lampada a sospensione unica nel suo genere basata su due quarti di cerchio messi insieme, schiena contro schiena.

Il suo caratteristico paralume in metallo smaltato ad arco crea una luce diffusa a forma di cono.

Ci sono di diverse dimensioni, queste hanno un diametro di 30 cm, ideali per essere posizionate a coppia o a gruppo di tre.

Queste lampade hanno avuto un grande successo negli anni ’80, e divenne il design danese più venduto a quel tempo ottenendo lo status di icona.

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SEDIA OVALDA E TAVOLO TULIP – FILM “MEN IN BLACK”

Più che il film, qui è l’attore che ci piace molto. Dai primi esordi ad oggi, ha collezionato una serie di film interessanti e versatili.

In questa scena è seduto nella poltrona Ovalia firmata Henrik Thor-Larsen del 1968.

Esposta per la prima volta alla Scandinavian Furniture Fair nel 1968 e fu subito un gran successo. A parte alcuni miglioramenti non sono state apportate modifiche visibili al design.
Scocca in poliestere rinforzato con fibra di vetro verniciato lucido e tessuto in lana e nylon internamente. Il piedino è rimovibile, nel caso in cui si volesse appendere o girevole.

Altro elemento di design in questa scena è il tavolo Tulip di Eero Saarinen per Knoll del 1957.

Un’indagine progettuale durata cinque anni che ha portato il designer alla rivoluzionaria collezione Pedestal introdotta nel 1958.

Saarinen era quasi ossessionato dalla purezza, cercava per questo progetto una soluzione al “groviglio” di gambe sotto i tavoli.
“C’era da fare un po’ di ordine” tra le gambe delle sedie, dei tavoli stessi e delle persone.

Ad essere innovativa non fu soltanto la forma ma anche i materiali utilizzati. La base circolare è realizzata in fusione di alluminio stampato per reggere meglio il peso, la scocca è in fibra di vetro sagomata e rinforzata, mentre il rivestimento in Rilsan può essere bianco o nero.

I piani sono disponibili in laminato, marmo o impiallacciato.

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LAMPADA NESSO – FILM “LA GRANDE BELLEZZA”

Altro capolavoro italiano, premio Oscar come miglior film straniero.

È un genere di film che non piace a tutti; racconta Roma nella sua trionfante bellezza e la debolezza dell’alta borghesia che vive di continue illusioni di benessere. Indiscutibile la fotografia e la scenografia.
Le location sono studiate nei minimi particolari, la cultura e la storia del nostro design qui si vede tutta.

All’interno del film ci sono bellissimi scorci di Roma e diversi elementi di design, uno in particolare è la lampada Nesso di Giancarlo Mattioli con Group Architetti Urbanisti città Nuova negli anni ’60.

Ha catturato la nostra attenzione soprattutto per il colore arancione, inserita perfettamente nella scena con gli altri elementi.

Quando fu introdotta nel mercato per la prima volta nel 1967, fu una meraviglia dello stampaggio ad iniezione termoplastico in ABS.
Le sue curve iconiche sono un vero e proprio oggetto da collezione. Nesso è considerata un’opera d’arte di valore. Un’icona del design, parte della collezione permanente del Metropolitan museum of Modern Art.

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LOUNGE CHAIR – FILM “IL MATRIMONIO CHE VORREI”

Meryl Streep e Tommy Lee Jones (presente anche in Men in Black).

Film della categoria commedia romantica, leggero e simpatico.

Nella scena si vede solo parte dello studio del dottor Feld (interpretato da Steve Carell), un esperto di relazioni sentimentali e sessuali. Qui è seduto sulla Lounge chair di Charles e Ray Eames del 1958.

Sono anni in cui Eames e Saarinen tornano a rielaborare quelle lontane e condivise intuizioni su una nuova idea di comfort.
Apparse entrambe nel 1956, la tulip chair (fa parte della collezione Pedestal) e la lounge chair, rappresentano il punto più alto delle loro ricerche ma segnano anche la distanza che nel tempo si apre tra loro.

Charles e Ray Eames lavorano soprattutto sui materiali e sulle tecnologie costruttive.

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Si dice che per spiegare alla moglie di Ray il concetto della seduta abbia intrecciato le mai: il guscio e il rivestimento che si accingeva a progettare dovevano adattarsi l’uno all’altro in modo naturale, proprio come le sue mani.

Con una struttura portante in alluminio, la seduta è costituita da tre gusci di compensato (uno per la seduta e due per lo schienale), formato da sottili strati di legno di rosa incollati, pressati, opportunamente curvati e riempiti con cuscini di pelle.

Da quando la Lounge chair è entrata in produzione, l’altezza media di una persona è aumentata in tutto il mondo di quasi 10 cm. In stretto coordinamento con l’Eames office, Vitra, che produce questa seduta, ha sviluppato la nuova versione più grande in modo che anche le persone più alte possano godere dello stesso comfort eccezionale ideato nel 1956.

DJINN EASY CHAIR – FILM “2001:ODISSEA NELLO SPAZIO”

Un film datato 1968 colossal di fantascienza ambientato in un vicino futuro.

Un film che ha avuto come regista Kubrick (lo stesso di Shining con Jack Nicholson, Full metal jacket, Eyes wide shut con la ex coppia Nicole Kidman e Tom Cruise).

Secondo il parere della critica di quel tempo segna una svolta epocale per il cinema di fantascienza, un capolavoro della storia del cinema.

Nella scena uno spazio bianco, asettico, e lei la Djinn easy chair di Oliver Mourgue prodotta dal marchio francese Airbone International nel 1963 di color rosso fuoco.

È un modello unico per la silhouette originale e avveniristica ancora oggi. Il modello originario ha generato anche un pouf e un sofà a due posti.

È composta da un telaio in acciaio, gomma piuma e tessuto jersey stretch.

Un’altra innovazione del designer fu il fatto di aver rivestito di tessuto l’intera forma, battezzando così una moda che caratterizzò l’intero design degli anni ’60.

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Ph. Pinterest

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