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OH BLUE!
Il Blue Klein nell’interior design.

“Essenziale, potenziale, spaziale, incommensurabile, vitale, statico, dinamico, assoluto, pneumatico, puro, prestigioso, meraviglioso, esasperato, instabile, esatto, sensibile, immateriale.”

[Yves Klein]

Questo particolare blu è legato al nome di Yves Klein.

Yves Klein, artista francese, precursore della Body Art, attraversò il periodo dell’Arte Concettuale e del Nuovo Realismo. Visse in pieno le avanguardie degli anni ’50.

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Antropometria con figure maschili e femminili, 1960.
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Sculpure-Eponge bleue (SE 246) d’Yves Klein.

Spinto dall’idea di liberare il colore dalla prigione della linea e del disegno, Klein pone la sua attenzione al monocromo, favorendo l’espressione della sensibilità più che la figurazione nella forma.
Per lui è l’unico modo di dipingere che permette di “vedere ciò che l’assoluto aveva visibile.”

Il blu oltremare diventa il colore dominante delle sue opere, una particolare tinta che contemplativa.

Secondo Yves Klein “Il blu non ha dimensioni, è fuori dalla dimensione, mentre gli altri colori ne hanno… Tutti i colori portano a delle associazioni in maniera psicologica a delle idee concrete, materiali e tangibili, mentre il blu ricorda al limite il mare e il cielo, ciò che è astratto in una natura tangibile e visibile.”

 

Il 1957 è il punto culminante dell’Epoca Blu.

In precedenza l’artista aveva realizzato dipinti monocromi usando però tinte diverse, prefiggendosi l’obiettivo di usare pigmenti puri, la cui luminosità non fosse alterata dal legante.

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Monocromatico blu (IKB 242 A), 1959.

Fedele alla sua missione, Klein elesse il blu oltremare a colore assoluto brevettandone uno tutto suo.

Nel 1957 Klein ha perfezionato la produzione del colore blu oltremare e che ha chiamato IKB (International Klein Blue).

 

L’International Klein Blue.

E’ “la più perfetta espressione del blu”.

Si avvalse di una resina sintetica nella quale sospese* il pigmento asciutto così da ricavare una luminosità e un’intensità mai viste prima.

*In chimica una sospensione è una dispersione, una miscela eterogenea in cui una fase dispersa solida è disciolta in una fase disperdente (o continua) liquida, in grado di sedimentare in tempo breve.

Questa nuova tonalità è stata brevettata senza entrare mai in produzione a livello industriale. Viene invece prodotta dal colorificio Adam di Montparnasse a Parigi dove il titolare collaborò con Klein alla realizzazione della tinta.

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“Avevo un colorificio in Boulevard Quinet e ho visto artisti d’ogni genere passare dal mio negozio […]

Un giorno Klein mi chiese se potevo aiutarlo a trovare la miscela di una pittura blu luminosa, vellutata, particolarmente resistente.

Aveva provato di tutto per legare il pigmento blu oltremare 1311 che comprava da me: la colla di pelle, l’olio di lino, la caseina … senza mai ottenere l’effetto desiderato. Allora mi sono lanciato in quella preparazione tutta blu, ma senza successo. […]
Yves ha chiamato il colore IKB, International Klein Blu, il solito sbruffone. Detto questo, l’effetto era fantastico e la formula andava tutelata depositando il brevetto.

Mi sarebbe piaciuto essere menzionato come co-inventore: senza di me, Yves non ci sarebbe arrivato. Ma lui era come tutti gli altri artisti: vengono da me in cerca di idee o di suggerimenti, poi mi dimenticano in un batter d’occhio. In questo caso però, con IKB, il prodotto era quasi il lavoro stesso, bastava spalmarlo. Ma non avevo avuto io l’idea, e ora vale milioni!”

[Citazione di Edouard Adam. Tratto dal libro Blu K. Storia di un artista e del suo colore – Teodoro Gilabert]

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Galleria Apollinaire di Milano.

Il 2 Gennaio 1957, alla Galleria Apollinaire di Milano si inaugura una mostra radicale di questo artista francese, all’epoca ancora poco conosciuto. Il titolo della mostra fu “Proposte monocrome, epoca blu”, consisteva in undici opere, dello stesso formato (78 x 56cm), tutte dipinte di blu e proposte al pubblico ognuna con un prezzo diverso.

L’unico che comprò un’opera fu Lucio Fontana, che in quegli anni stava creando le sue tele monocromatiche piene di buchi, e successivamente di tagli.

Per Fontana l’importanza del colore era associata alla riflessione dello spazio, mentre per Klein il colore era tutto.

Lo spazio che cerca Klein è uno spazio di puro spirito, il monocromo è elevazione all’assoluto e il blu “indica il tipo di spiritualità più elevata”.

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Produzione della vernice blu oltremare.

Il suo blu IKB irradia una vibrazione colorata che non coinvolge solo lo sguardo dello spettatore… È un viaggio nel profondo, è la mente che vede con gli occhi animando un movimento interno vibrante e permanente.

Nel 2018, in occasione del 90°anniversario dalla nascita dell’artista, gli Yves Klein Archives anno deciso di creare una vernice blu oltremare basata sull’invenzione di Yves Klein insieme all’azienda francese di pitture decorative Ressource.

Il laboratorio dell’azienda ha sviluppato un processo in due fasi inseparabili con uno speciale sottofondo paragonabile all’azione del legante che Yves Klein aveva utilizzato.

Il risultato è una tonalità unica, non solo colore ma di grande luminosità.

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Monocromatico blu (IKB 242 A), 1959.

Come interpretare la tonalità blue Klein negli interni.

Un colore consistente, vellutato, ricco di buone sensazioni, coinvolgente al punto tale da esserne continuamente attratti.

Quando si tratta di colori così protagonisti bisogna ragionare a monte. Fa parte di quelle particolari tinte che catturano l’attenzione e portano lo sguardo esattamente là dove vengono messi.

Non è un colore che si può facilmente inserire in casa a posteriori ma ragionato fin dall’inizio.

Molto dipende dai volumi che si vogliono riempire. Un conto è posizionarlo sulle pareti, un conto è inserirlo in arredi di modeste dimensioni, e un conto se inserito come opera d’arte.

Come dicevo poche righe sopra, cattura l’attenzione. Quindi può essere interessante quando vogliamo evidenziare delle particolari soglie o un percorso, dare carattere ad un corridoio che altrimenti risulterebbe insulso.
Si possono mettere in evidenza particolari architettonici, dislivelli, o addirittura portare l’attenzione ad una stanza annessa a quella in cui vi trovate.

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Data la sua consistenza piena con un effetto vellutato, sono interessanti i contrasti materici con metalli e pietre naturali.

La lucentezza dei metalli fa esaltare l’effetto velluto del colore.

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Caldo e accogliente l’accostamento con il marrone scuro presente in alcune essenze.
Oltre all’abbinamento cromatico, anche la stessa diversità dei materiali permette ad entrambi di avere un ruolo importante all’interno del progetto d’arredamento.

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È un colore vibrante che si presta bene se abbinato a colori chiari come i bianchi per un effetto di grande impatto. Come già accennato nell’articolo total white, non tutti i bianchi sono uguali, bisogna stare attenti a saper scegliere per non avere un risultato indesiderato dall’effetto asettico.

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Molto elegante con alcune tonalità di rosa, più shock con i rosa intensi quasi aranciati, prezioso se abbinato a metalli come l’oro e l’ottone.

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In generale si presta bene con i colori neutri e caldi. Starei attenta ai beige con troppo giallo al loro interno e, ad alcuni grigi che potrebbero appiattire la vivacità del colore, a meno che ci siano dei colori gradienti che aiutano a riequilibrare.

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Vue de l’exposition “Les éléments et les couleurs”, Domaine des Étangs, 2020 Photo : © Arthur Péquin
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Se l’idea è di perseguire uno stile come l’eclettico o semplicemente accostarli con altri colori intensi, attenzione a:

  • quali colori inserite;

  • in quali percentuali;

  • come li fate dialogare tra loro;

  • soprattutto qual è il vero filo conduttore che li unisce.

Al di là del fatto che vi piaccia o meno questo stile, non potete negare che quando guardate le immagini qui sotto cogliete un certo equilibrio, piacevole alla vista. Questo è dettato da uno studio minuzioso dell’accostamento cromatico.

Una selezione accurata delle tinte con un colore chiave che le unisce, l’idea chiara della loro misura volumetrica, e il loro ruolo all’interno dello spazio.

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In conclusione, questa particolare tinta blu è intensa e ammaliante.

Il consiglio è osare! Quando si decide di utilizzare particolari colori (o stili) allora bisogna seguire a pieno quella direzione, senza timori.

http://www.yvesklein.com/fr/biographie/

Ph. Pinterest

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